AIL & ARIA — IL CORAGGIO DI VINCERE è un docufilm che attraversa il confine tra
documentario e cinema, tra memoria e speranza, tra il dolore della malattia e la forza della
rinascita.
Un viaggio per mare da Genova a Napoli a bordo di ARIA, storico 8 metri Stazza Internazionale
varato nel 1935, che diventa metafora potente della lotta alla leucemia e ai tumori del sangue.
Nato da un’idea di Serena Galvani — il film intreccia le storie di pazienti oncologici, medici e
volontari AIL Genova Savona Imperia con il racconto del ritrovamento e del restauro di una
barca che sembrava perduta per sempre.
Il documentario racconta la rinascita collettiva; il cinema racconta la rinascita intima. Insieme,
tessono un’unica storia di speranza.
C’è un momento, nel respiro del mare dopo la tempesta, in cui tutto si sospende. L’onda trattiene il fiato. Il vento tace. E in quel silenzio — se sai ascoltare — puoi sentire il battito di qualcosa che credevi perduto per sempre. ARIA è una barca a vela del 1935, abbandonata per decenni in un giardino di Favignana, sepolta sotto la vetroresina come un corpo nella terra. Ma è anche il respiro che ci tiene in vita quando tutto sembra perduto. È il ponte invisibile tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo ancora diventare. Serena la trova per caso, nel 1998. O forse no. Sulle vele ingiallite, un numero: 8-I.17. L’otto dicembre — il giorno in cui suo padre era nato. Il diciassette luglio — il giorno in cui aveva scelto di andarsene. Alcuni numeri non sono numeri. Sono mani che ci cercano dall’altra parte del buio. Oggi ARIA naviga da Genova a Napoli. A bordo e nei porti che la accolgono, raccoglie le voci di chi ha conosciuto la malattia e la guarigione, il coraggio e la paura. Pazienti oncologici, medici, volontari AIL. Ognuno porta una storia. Alcune sono ferite. Alcune sono cicatrici. Alcune sono ancora in corso. Il mare non mente. Non promette nulla. Ti dice solo: io sono qui. Il sangue e il vento seguono le stesse leggi — entrambi cercano equilibrio, pressione, movimento. Entrambi portano vita. Entrambi possono tradire. Siamo tutti relitti, in fondo. Schegge di qualcosa che era intero e che la vita ha spezzato. Ma i relitti possono diventare barche. Se qualcuno li raccoglie. Se qualcuno ci crede. Se qualcuno ha la pazienza di rimetterli insieme, fibra dopo fibra, ricordo dopo ricordo. Perché il vento non si vede. Ma c’è. Come il coraggio. Come la speranza. Ogni navigazione è una cura. Ogni vento è una possibilità di vita. — «Ogni fibra è una vita che resiste al tempo.»
CONFERENZA STAMPA : Lunedì 4 Maggio 2026 ore 13.30 Sala Trasparenza Liguria Piazza De Ferrari 1, Genova